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GASTRONOMIA E FORMAGGI riga arancio

Fin dai tempi antichi era usanza andare a Branzi da tutta la provincia sul finir di settembre, per comperare il formaggio che “oggi chiamato… Formai de Mùt” che veniva commerciato in paese dai “bergamini” provenienti dalle malghe sperdute sui monti.
In quel periodo nella valle si teneva la classica “tre giorni” della vendita all’incanto dei formaggi. Era quello un appuntamento importantissimo per l’economia della zona: basti pensare che in così pochi giorni – e per di più alla metà del XIX secolo – venivano piazzate più di quindicimila forme di formaggio.
Agli inizi del Novecento, in concomitanza con la fiera, iniziò ad essere allestita una mostra-concorso del formaggio, al fine di sostenere il miglioramento qualitativo della produzione e di individuare le forme migliori e i casari più bravi. Tra questi, uno che si fece notare fu Giacomo Midali, che nel 1953 decise di fondare, assieme ad altri piccoli produttori, la cooperativa “Latteria Sociale di Branzi Casearia”. Il suo obiettivo era quello di produrre e commercializzare l’attuale formaggio “Branzi” per dodici mesi l’anno: una vera e propria rivoluzione, visto che sino ad allora quel formaggio era stato prodotto esclusivamente nel periodo estivo utilizzando solo latte intero, anche in virtù della diminuzione del prezzo che il burro aveva subito nel dopoguerra. Sempre per volontà di Midali e della Latteria Sociale, quel formaggio fatto a Branzi, dal 1958 iniziò ad essere marchiato “Ftb Branzi”, dove Ftb sta per “Formaggio Tipico di Branzi”.Oggi come allora, questo formaggio dalla crosta liscia e giallastra, dalla pasta morbida e dal colore paglierino, viene fatto stagionare nelle casere di Branzi per un minimo di 60 giorni (180 giorni lo stagionato e un anno il riserva).
Il Branzi, simile per certi versi ad altri formaggi alpini (come il Bitto, la Fontina, il Montasio, ecc.) ha un sapore unico – dolce e delicato da giovane e forte e tendente al piccante quando stagiona – per via delle caratteristiche pedoclimatiche e delle particolari essenze vegetali presenti nei foraggi della zona.
Il Branzi deve molto della sua fortuna alla polenta taragna, una gustosa ricetta tipica della bergamasca, che nella tradizione contadina aveva il pregio di mettere insieme gli avanzi dei formaggi e di amalgamarli con l’impasto di farina gialla. Ricetta poi modificata con l’uso di un unico formaggio di qualità: il Branzi.
Nel nostro paese è possibile gustare diversi piatti tipici: casoncelli alla bergamasca, pizzoccheri (sostituendo il Bitto con il Branzi); capriolo in salmì, selvaggina, funghi porcini e infine dei frutti di bosco con gelato artigianale.

 
Produttori di Formaggio nel territorio di Branzi
Piatto tipico

 


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